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24/04/2006
...silenzio...

 

...quant'è cchiù belle a gghi'èsse sùue sùue
e a sente ca ci sònete u rilogge
supre ll'irmce, 'a notte
e dè voce a u vente...

Postato da: shleep a 24/04/2006 22:44 | link | commenti (2)
pensieri

16/03/2006
From Genesis to revelation

Il percorso  creativo dei Genesis penso possa davvero seguire una fase di ascesa che passi da una "Genesi" ad una "Rivelazione". Con il loro primo album From Genesis to Revelation (appunto) non avevano ancora le idee ben chiare o erano comunque esposte timidamente. Ma questa era solo la genesi, la rivelazione arriverà a piccoli passi, come un bambino che nasce e ancora intimidito dal mondo non lo riconosce subito come suo. Il suo vaggito si fà sentire forte come un senso di riscatto che vuole rivendicare la sua presenza. Piano muove i primi passi e da Trespass, inizia a prendere un forma più definita. Poi sarà la volta di Nursery Cryme, Foxtrot e alla fine Selling England by the pound nel 1973, la rivelazione adesso ha preso piena consapevolezza e vive la sua primavera in splendida forma e i suoi "vaggiti" si sono trasformati in un canto libero, "danzando con il cavalire illuminato dalla luna". La concezione e la proposta musicale dei genesis, come d'altronde di molti gruppi di quel periodo, è molto assimilabile a quella di una sinfonia di musica classica non solo per la lunghezza dei brani ma anche come tipo di approccio stilistico. L'idea di canzone, dotata di strofe e ritornello è sostituita dall'idea della suite, un componimento ben più articolato che parte da un tema per svilupparne poi di altri in continua evoluzione. I testi stessi sono di un certo spessore, velati spesso di un certo lirismo epico e visionario, come di questa danza del cavaliere illuminato dalla luna (Dancing With The Moonlight Knight).  La loro forza poi è nei concerti, in cui Peter Gabriel si traveste in modo sgargiante mettendo in scena i suoi brani come un giullare di corte a volte davvero recitando i testi delle canzoni. Peccato che dall'uscita di scena di Petee Gabriel dal (dopo The Lamb Lies Down On Broadway) si sia perso quel qualcosa che li rendeva unici, lasciando la guida del gruppo a Phil Collins che non riuscirà a tenere testa incidendo materiele meno interessante.  Penso ai Genesis come a dei raffinati architetti di emozioni,  perchè costruiscono dei castelli sospesi in aria di una tale bellezza che ci si perde volentieri dentro, prima di aprire gli occhi e rendersi conto di cadere nel vuoto di un sogno che ci ha voluto far volare, anche solo per un istante.

Postato da: shleep a 16/03/2006 00:55 | link | commenti (3)
musica

14/03/2006
Pessoa e l'orizzonte lontano

Non infrangere col rumore dei tuoi passi il silenzio che è il palazzo dove la nostra consapevolezza è quella di vivere vedendo i  giardini delle nostre duplici vite in una sola anima.
Cosa siamo nel nostro reciproco sogno se non il ritratto che è il capolavoro di un pittore che non ha mai dipinto...
Fernando Pessoa, da "Il violinista pazzo".



Fernando Pessoa credo sia la personificazione dello spirito portoghese, questa terra a ridosso dell' oceano, approdo ma soprattutto luogo da cui si sono snodati mille viaggi, per terre nuove, terre che saranno poi divenute ricchezze coloniali. Ogni partenza lasciava alla spalle qualcuno che colmava con le lacrime il tempo che lo divideva dal suo ritorno e la "suodade" (nostalgia) che ne contraddistingue il canto tipico (il fado) lo testimonia. Un malinconico canto carico di passione, cantato soprattutto nei porti dalle mogli dei marinai in partenza. L' oceano era l' ignoto, un' orizzonte così lontano al cui fine, le tradizioni popolari volevano attribuirgli anche la fine del mondo.
Pessoa è il poeta dell' inconsistente, latente, sottile volere dello spirito a desiderare con forza tutto quello che non potra mai avere. Tutto quello che non avrà la forza di essere fuori di se stessi lo spirito lo materializza nel sogno che vorrebbe fare di se. Non desiderarlo per averlo ma solo per sommergersi  nel confortante pensiero di poterlo avere. L'inazione figlia della beatitudine. I suoi pensieri vorrebbero raggiungere l'orizzonte lontano dell'oceano scrutato infinite volte dalla sua Lisbona, e lui solitario l'osserva e ne contempla la possibilità di raggiungerlo...



In un luogo dove non vivrò mai
il giardino di un  palazzo effonde tanta bellezza
che sognarlo addolora

Postato da: shleep a 14/03/2006 01:10 | link | commenti
pensieri

11/03/2006
Blue is the Colour

E' uscito lo scorso 3 febbraio il nuovo disco di David Gilmour, On an Island.  Chi non lo conoscesse è il chitarrista dei Pink Floyd, che torna in studio di registrazione dopo il loro ultimo lavoro The Division Bell  del '94. Uno stile riconoscibilissimo il suo, la sua voce e la sua chitarra si riconoscono dal primo fiato e  e al primo tocco. I floydiani più convinti non possono che rimanere soddisfatti di questo lavoro dove si respira il limpido chiarore del loro stile. Non si potrebbe immaginare diversamente i Floyd con il loro sound e Gilmour con la sua chitarra sono un ibrido di cui non si potrebbe credo, fare a meno. Nel disco ci sono anche delle collaborazioni, dal compagno di sempre Rick Wrigth, poi fa la sua comparsa anche Robert Wyatt che in Then Close my Eyes presta la suo voce in un sottofondo pacato, quasi sussurrato e poi David Crosby, Still Nash (Crosby, Stills & Nash) nel brano che da il nome al disco "On An Island", con le loro riconoscibilissime e concedetemi il termine "eteree" armonizzazioni vocali. Se prima era il verde il colore di colei che canta in una sua canzone (Green is the colour, dell'album More), questo intero disco è assolutamente blu come la copertina ci indica, ed è un colore in cui risplende la serenità del suo ritorno ed  è sempre assolutamente una piacevole sorpresa.

www.davidgilmour.com

Postato da: shleep a 11/03/2006 23:47 | link | commenti (1)
musica

01/03/2006
Archivio Prog


Questo è il link ad un completo archivio di progressive rock, un genere così poco conosciuto ma sicuramente di pregio, con cui sono etichettati penso fra i dischi più importanti degli ultimi 40 anni. Ho sempre visto gli anni settanta e la produzione stilistica di quel periodo come un punto di partenza a cui non si può che fare riferimento ed è incredibile scoprire quanti gruppi rimasti nell'ombra siano stati in grado di portare avanti un' idea ambiziosa e assolutamente innovativa. Forse lo hanno potuto fare proprio perchè non sono entrati in un vero mercato discografico, in cui si impongono canoni a cui spesso purtroppo si viene a patti con vincoli che deviano la libera espressione. Ed è così che fra i clssici (grandi!) King Crimson, Yes, Gentle Giant, Genesis si incontrano gruppi assolutamente sconosciuti come i Magma, Island ma anche gli italianissimi Picchio dal pozzo, Balletto di bronzo, Cervello... o anche i più recenti Anekdoten con le loro sonorità di inspirazione "Crimsoniane".  Prima era possibile scaricare anche degli estratti  mp3 di alcuni brani ora è possibile ascoltarne in streaming, ma pazienza ne vale comunque la pena di saggiare queste perle nascoste in questo scrigno magico di musica sublime...


King Crimson, In The Curt of the Crimson King

Postato da: shleep a 01/03/2006 00:15 | link | commenti
musica